Comunità energetiche rinnovabili – MASE

Contributi ed incentivi per autoconsumo e comunità energetiche rinnovabili.

Obiettivo

Sostenere la creazione di impianti a fonti rinnovabili.

  • I soggetti beneficiari degli incentivi sono le configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile (CACER).

    Al contributo a fondo perduto possono accedere tutte le Comunità Energetiche Rinnovabili e i sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, regolarmente costituite alla data di presentazione della domanda di accesso al contributo, ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

    Le Comunità energetiche rinnovabili devono risultare già regolarmente costituite alla data di entrata in esercizio degli impianti che accedono al beneficio, e prevedere, nel caso di imprese, che la loro partecipazione in qualità di soci o membri sia consentita esclusivamente per le PMI; inoltre, devono assicurare, mediante esplicita previsione statutaria, pattuizione privatistica, o, nel caso di autoconsumo individuale, dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che l’eventuale importo della tariffa premio eccedentario, rispetto a quello determinato in applicazione del valore soglia di quota energia condivisa espresso in percentuale, sia destinato ai soli consumatori diversi dalle imprese e\o utilizzato per finalità sociali aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti per la condivisione.

  • Interventi ammissibili

    Per quanto riguarda il contributo a fondo perduto, può essere concesso solo ad interventi che hanno luogo in Comuni sotto i 5.000 abitanti. Sono ammissibili le spese sostenute per gli impianti a fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti.

    Per quanto riguarda la tariffa incentivante, gli incentivi si applicano a impianti a fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti, inseriti all’interno delle configurazioni di autoconsumo nel rispetto dei seguenti requisiti:

    • la potenza nominale massima del singolo impianto, o dell’intervento di potenziamento, risulta non superiore a 1 MW;
    • le CACER che accedono agli incentivi sono realizzate nel rispetto delle condizioni previste dagli articoli 30 e 31 del decreto legislativo n. 199 del 2021 e operano, in interazione con il sistema energetico, secondo le modalità individuate dall’articolo 32 del medesimo decreto legislativo;
    • gli impianti di produzione e i punti di prelievo facenti parte delle CACER sono connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione facenti parte dell’area sottesa alla medesima cabina primaria fermo restando quanto disposto per le isole minori dall’articolo 32, comma 8, lettera e) del decreto legislativo n. 199 del 2021;
    • I progetti ammissibili devono prevedere l’acquisto di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, inclusi i potenziamenti, con potenza nominale massimanon superiore a 1 MW. L’avvio dei lavori deve essere successioa alla data di presentazione della domanda.

     

    Spese ammissibili
    Sono ammissibili le seguenti spese:
    i. realizzazione di impianti a fonti rinnovabili (a titolo di esempio: componenti, inverter, strutture per il montaggio, componentistica elettrica, etc.);
    ii. fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
    iii. acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
    iv. opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
    v. connessione alla rete elettrica nazionale;
    vi. studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari, ivi incluse le spese necessarie alla costituzione delle configurazioni;
    vii. progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera;
    viii. direzioni lavori, sicurezza;
    ix. collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto.

    Le spese di cui alle lettere da vi) a ix) sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

  • Per quanto riguarda il contributo a fondo perduto, le spese sono ammissibili nel limite del costo di investimento massimo pari a:

    • 500 €/kW, per impianti fino a 20 kW;
    • 200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
    • 100 €/kW, per potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kW;
    • 050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

     

    È prevista, per gli interventi previsti al di fuori dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, una tariffa incentivante espressa in €/MWh, determinata da una base fissa e una componente variabile, in funzione del prezzo zonale orario e della potenza dell’impianto, secondo la seguente formula

    1. a) per impianti di potenza> 600 kW

    TIP: 60 €/MWh + max (0; 180 €/MWh – Pz)

    Dove Pz è il prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

    La tariffa incentivante non può eccedere il valore di 100 €/MWh.

    1. b) per impianti di potenza > 200 kW e ≤600 kW

    TIP: 70 €/MWh + max (0; 180 €/MWh – Pz)

    Dove Pz è il prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

    La tariffa incentivante non può eccedere il valore di 110 €/MWh.

    1. c) Per impianti di potenza ≤ 200 kW

    TIP: 80 €/MWh + max (0; 180 €/MWh – Pz)

    Dove Pz è il prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

    La tariffa incentivante non può eccedere il valore di 120 €/MWh.

    Sono determinati due fattori di correzione a seconda dell’area geografica, pari a 4 €/MWh per il centro e 10€/MWh per il Nord.

    Nel caso di accesso a contributi a fondo perduto per il medesimo impianto, è prevista una riduzione della tariffa incentivante in funzione del contributo ricevuto. La tariffa è cumulabile con contributi in conto capitale nella misura massima del 40%.

    Scadenza

    I portali si apriranno l’8 aprile 2024.

  • I portali si apriranno l'8 aprile 2024.

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