Regime temporaneo per gli Aiuti di Stato: la Commissione estende il campo d’azione

A partire dallo scorso Marzo, la Commissione Europea è andata incontro alle richieste di imprenditori, associazioni di categoria e Stati Membri, i quali, evidenziando l’eccezionalità dell’emergenza socio-economica generata dall’evento pandemico, non imputabile a cause strutturali ma contingenti (e simmetriche), avevano chiesto a gran voce un intervento deciso dell’esecutivo comunitario. 

In risposta a ciò, è stato varato un Quadro temporaneo per gli aiuti di stato, volto ad innalzare il tetto degli investimenti massimi destinabili direttamente dagli Stati agli imprenditori (massimale volto a scongiurare distorsioni del mercato). 

Così, oltre alla sospensione del Patto di Stabilità, Bruxelles ha optato (19 Marzo 2020) per l’autorizzazione a misure agevolative più incisive, come ad esempio

~ sovvenzioni dirette

~ agevolazioni fiscali selettive ed acconti

~ garanzie di Stato per prestiti bancari

~ prestiti pubblici con tassi di interesse agevolati

Il Quadro temporaneo è stato poi esteso per quattro volte, allo scopo di andare incontro ad esigenze rinnovate

1) Prima estensione (3 Aprile 2020) => autorizzazione agli Stati per l’emissione di finanziamenti a tasso zero, il rilascio di garanzie fino al 100% di rischio e l’emissione di contributi in capitale fino ad 800.000 euro a società 

2) Seconda estensione (8 Maggio 2020) => autorizzazione agli Stati per interventi di ricapitalizzazione, nel rispetto degli standard richiesti (necessità dell’intervento, adeguatezza, divieto di versare dividendi, elaborazione di una strategia di uscita, retribuzione adeguata per lo Stato, divieto di sovvenzioni incrociate ed acquisizioni)

3) Terza estensione (29 Giugno 2020) => sostegno a microimprese e piccole imprese, start up incluse, in difficoltà prima del 31 Dicembre 2019 (a condizione che non fossero sottoposte a procedure di insolvenza, avessero ricevuto prestiti senza rimborsarli o non siano soggette a un piano di ristrutturazione ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato), ed incentivi agli investitori privati affinché partecipino ad azioni di ricapitalizzazione sia di imprese private che di imprese a partecipazione pubblica

4) Quarta estensione (13 Ottobre 2020) => La Commissione ha prorogato i termini del Quadro, estendendolo fino al 30 Giugno 2021 (30 Settembre 2021 per la parte finalizzata alla ricapitalizzazione delle imprese). Inoltre, Bruxelles ha ritenuto opportuno rafforzare il regime in essere, rendendo possibile una nuova misura: adesso gli Stati Membri sono autorizzati a sostenere imprese che hanno subito almeno il 30% di calo nei fatturati rispetto allo stesso periodo del 2019, a copertura di costi fissi non più garantiti da altre entrate, con un massimale di 3 milioni di euro ad impresa. Infine, per quanto attiene all’uscita prevista degli Stati dal capitale delle imprese sostenute nel quadro temporaneo, è stato stabilito che risulti in capo al Paese membro uscire dal capitale attraverso una valutazione indipendente, che permetta di ristabilire gli equilibri antecedenti l’intervento straordinario preservando al contempo il funzionamento corretto del mercato

  • Quinta estensione (28 Gennaio 2021) => Proroga dei termini del Quadro al 31 Dicembre 2021 (anche per le misure di ricapitalizzazione). Aumento del massimale di aiuto (da 3 a 10 milioni) con cui lo Stato può contribuire per quanto riguarda i costi fissi non coperti da entrate per le imprese che hanno registrato cali nel fatturato pari ad almeno il 30% rispetto al 2019. Inoltre, rientrano nel pacchetto di modifiche anche l’estensione dei termini per la conversione degli strumenti rimborsabili concessi in altre forme di aiuto (come le sovvenzioni dirette) adesso possibile fino al 31 Dicembre 2022, e l’esclusione temporanea di tutti i paesi dall’elenco dei Paesi “con rischi assicurabili sul mercato” fino al 31 Dicembre 2021.

    La Commissione ha infine provveduto all’innalzamento dei massimali di aiuto 

    • da 100.000 a 225.000 euro per le imprese che operano nella produzione primaria di prodotti agricoli;
    • da 125.000 a 270.000 euro per le imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
    • da 800.000 a 1.800.000 euro per tutte le altre imprese