L'articolo Una bussola per l’Europa proviene da Agemed.
]]>In un contesto caratterizzato da forti turbolenze politiche a livello internazionale – con aree di crisi in Europa orientale e Medio oriente, ed inoltre la cronica instabilità del continente africano e un punto interrogativo su Taiwan a completare un quadro a tinte fosche – e da profondi mutamenti nelle architetture socioeconomiche e delle relazioni globali, in primis la corsa all’AI e lo scontro ormai a tutto campo tra USA e Cina per un predominio non semplicemente economico ma politico-culturale, che includa la ridefinizione dei paradigmi che regolano i rapporti tra le nazioni (con la Russia sempre in cerca di un posto al sole), l’Unione Europea cerca di superare delle difficoltà che sembrano ormai affliggerla in maniera strutturale.
I ritmi sono ormai serratissimi, i problemi (noti) non sono stati risolti, e con il ritorno di Trump alla Casa Bianca aumentano le variabili che rischiano di definire un futuro che potrebbe vedere l’UE come coccio di terracotta in mezzo a vasi di ferro. Gli elementi che appesantiscono l’azione europea sono stati più e più volte evidenziati, in ultimo dai lavori di Enrico Letta e Mario Draghi: in particolare, quest’ultimo ha sottolineato come occorrano ingenti investimenti per recuperare il gap della produttività, abbattere i costi dell’approvvigionamento energetico, semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese, sviluppare un vero mercato unico e una difesa comune adeguata.
Molti di queste criticità sono state fatte proprie dalla Commissione, che ha evidenziato come occorra lavorare soprattutto sulla competitività del sistema Europa, a partire dal mondo imprenditoriale.
In tale ottica, Bruxelles ha definito tre obiettivi da raggiungere quanto prima:
Il primo punto vorrebbe essere una sintesi tra le spinte dei conservatori europei, coadiuvati dalle federazioni industriali e dagli imprenditori, che premono per una rimodulazione/superamento degli schemi del Green Deal (che ricordiamo fu proprio la prima Commissione Von der Leyen a varare) e le preoccupazioni dei progressisti e delle associazioni del terzo settore (e in parte i sindacati) che si proceda con lo smantellamento delle politiche di sostenibilità socio-ambientale e si faccia un passo indietro sulla strada che porta agli obiettivi di contenimento e lotta al cambiamento climatico. Rimane da capire come l’esecutivo procederà ad affrontare le problematiche caroprezzi energetici/lotta all’inquinamento, che sembrano essere antitetiche ma potrebbero trovare una quadra. Intanto, l’esecutivo ha definito una road map con l’implementazione, tra gli altri, del Clean industrial deal (per decarbonizzare il settore industriale), dell’Affordable energy action plan (per tenere sotto controllo i prezzi) e dell’Industrial decarbonisation accelerator act (per supportare le imprese durante la transizione).
Per quanto riguarda l’innovazione, da tempo stiamo assistendo ad un totale sconvolgimento dei rapporti di forza nella manifattura, dovuto essenzialmente alla rivoluzione economica che ormai ha fatto entrare le società nel pieno di una nuova ondata tecnologica, che supera quella dell’informazione e della comunicazione per approdare sui lidi dell’intelligenza artificiale, delle bio e nano tecnologie applicate alla produzione e alla medicina, al cloud computing e ai computer quantistici. Bruxelles riconosce che l’Europa, ad oggi, risulta essere indietro su tutto; liberare il potenziale europeo, permettendo di recuperare terreno nei settori deeptech (esemplificativi sono le previsione dei decreti su AI, il quantum act, l’atto per i materiali avanzati e quelli per le biotecnologie e per lo spazio) ma anche a quelle industrie manifatturiere che fino a prima del Covid erano il fiore all’occhiello del continente (ad esempio quella automotive) è più che un traguardo da raggiungere, è una questione di sopravvivenza, per evitare che l’Europa diventi un semplice luogo di scambio merci prodotte altrove, o al massimo un mercato di assemblatori di tecnologie e prodotti extracomunitari. In ottica competitività in senso strettamente giuridico, invece, destano particolare interesse la “Revisione delle Linee Guida sul Controllo delle Fusioni Orizzontali” nonché l’intenzione dell’UE di istituire un 28° regime giuridico, che includa gli oneri fiscali, fallimentari, societari, tributari, del lavoro, cui potranno adeguarsi le singole imprese: questo permetterà alle stesse di essere automaticamente in regola ovunque nei Paesi membri, senza dover procedere ad aggiustamenti particolari per poter operare oltre frontiera.
Infine, la sicurezza: tema che a partire dall’invasione russa dell’Ucraina ha evidenziato sempre più le carenze europee per almeno tre motivi.
La dipendenza dalle forniture russe di gas (e in misura minore petrolio) ha sottolineato il potere di ricatto che un eventuale Paese terzo aggressivo può avere sull’Unione; sostituire un fornitore con altri – anche se amici come gli USA – come è stato fatto negli ultimi tre anni, non fa altro che spostare il problema. Occorre potenziare le rinnovabili, aumentare l’efficienza della produzione, della mobilità, dell’edilizia in modo tale che diminuisca il fabbisogno, aprire al nucleare di nuova generazione.
La dipendenza dai sistemi di difesa americani, intesi come armamenti, capacità strategica, informatica ed elettronica, spazio, rende evidente che l’UE non solo non sia in grado di affrontare minacce – sia fisici che digitali – né su larga scala né locali, provenienti da nemici più o meno lontani, ma anche che sia totalmente subalterna al volere del potente alleato: nel caso di raffreddamento dei rapporti, o divergenza di obiettivi/opinioni, è l’Europa a uscirne indebolita, non certo gli USA.
La dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche (terre rare, ma anche litio e cobalto) rende poi deboli potenzialmente le capacità produttive europee nei settori a più alto valore aggiunto di conoscenza, che sono quelli maggiormente remunerativi e risultano anche al giorno d’oggi strategici, e considerata la predominanza della Cina sia nella produzione che nella lavorazione dei materiali suddetti, vi è anche qui un potenziale rischio ricatto.
La Commissione ha dunque chiaro come sia necessario un deciso cambio di rotta, sia nelle politiche che nella definizione degli obiettivi, e ha definito cinque attuatori trasversali che possano supportare l’attuazione dei tre pilastri summenzionati:
Sul primo punto, si sta definendo un decreto c.d. Omnibus, che dovrebbe vedere la luce entro la primavera, e che conterrà una serie di semplificazioni che dai calcoli degli esperti dovrebbero garantire alle imprese risparmi per oltre 37 miliardi di Euro.
Per quanto attiene il mercato interno, la priorità è completare l’Unione dei capitali, in modo tale da permettere la circolazione dei notevoli fondi privati che finiscono per essere investiti negli USA a causa della parcellizzazione dei mercati europei, incapaci di assorbirli efficacemente. Aumentare gli investimenti dei privati consentirebbe di provare a recuperare quel gap che separa le aziende europee dalle concorrenti americane e cinesi, che possono contare su finanziamenti notevoli (privati ma anche pubblici, specie nel caso di Pechino).
Gli sforzi poi saranno diretti al supporto delle competenze dei lavoratori, al fine di garantire la diffusione di lavori altamente qualificati ed in linea con i maggiori trend tecnologici.
Il coordinamento delle politiche comunitarie con quelle nazionali intende poi evitare che gli Stati membri perseguano obiettivi separatamente, annoso problema che ha zavorrato la crescita dell’Unione durante tutta la sua esistenza.
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]]>L'articolo Italia al top UE per valore aggiunto in agricoltura proviene da Agemed.
]]>Difatti, l’Italia rileva per il 2024, in termini di volume, un incremento per quanto riguarda produzione (+1,4%) e valore aggiunto dell’output (+3,5%), dato quest’ultimo che per la prima volta piazza il nostro Paese in vetta alla classifica UE-27, superando Francia, Spagna e Germania, nostre tradizionali “rivali”.
Con riferimento alla produzione, l’aumento dell’1.4% si accompagna ad una crescita dello 0,8% dei relativi prezzi di vendita, che fissa il valore totale a 74,6 miliardi di euro (con un delta positivo di 1,6 miliardi di euro rispetto al 2023).
Per quanto attiene invece il valore aggiunto, quantificabile in un valore di 42.4 miliardi (la Spagna che registra 39,5 miliardi di euro, la Francia 35,1 miliardi e la Germania 31,9 miliardi) che equivale ad un +9% in termini valoriali, a colpire sono soprattutto i dati relativi alle coltivazioni, che salgono del 1.5%, alle attività secondarie (che includono agriturismi e produzione di rinnovabile), che pongono l’Italia in vetta all’UE con un sorprendente +5.2%, e quelle connesse ai costi dell’input, in calo del 2.9 (a fronte di un calo europeo dello 0.9%), fattore che lascia intravedere la luce per quanto riguarda i costi affrontati da parte degli imprenditori, che nel precedente triennio (2021-2023) erano cresciuti enormemente causa rimbalzo post covid e incremento degli energetici.
Nel complesso, al netto di dati negativi come il calo del comparto zootecnico (-2,2%) e le difficoltà di quelli cerealicolo (-7.1%) e olivicolo (-5%), la riduzione dei volumi di input necessari alla produzione e l’incremento deciso nelle rinnovabili possono far ben sperare per il futuro del settore agricolo.
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]]>L'articolo ENERGIA PERNO DEL 2025 proviene da Agemed.
]]>A fine 2024 è stato pubblicato un decreto denominato “Sostegno per l’autoproduzione da fonti rinnovabili per le PMI”; si tratta di un bando che fornisce contributi a fondo perduto (40%) alle PMI per l’installazione di impianti fotovoltaici/mini-eolici (e stoccaggio) per un range di investimento che va da minimo 30mila euro ad un massimo di 1 milione, e costituisce un’ottima opportunità per due ragioni: la prima, che risulta ben compatibile con la struttura dell’Industria italiana composta per larghissima parte da imprese di quel taglio per dimensione e capacità di investimento; la seconda, che può essere ancora più conveniente in relazione alla spesa effettiva per l’investimento se sfruttato con un altro intervento su cui il Governo punta moltissimo, Transizione 5.0, che grazie agli emendamenti della legge di Bilancio 2025 è divenuto cumulabile con altri incentivi. Il Bando attualmente è in attesa dell’emanazione di un decreto che ne stabilisca la data di apertura.
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]]>L'articolo ZES UNICA, UN BREVE BILANCIO proviene da Agemed.
]]>I numeri dicono che la Zes Unica per il Mezzogiorno ha registrato autorizzazioni che hanno impiegato risorse per 7 miliardi, con ricadute sul mercato di lavoro positive per 7mila nuove occupazioni, confermandosi un traino per l’economia del Sud. Il Governo, inoltre, con la Legge di Bilancio per il 2025, ha confermato le misure per i crediti d’imposta (anche quella per il settore agricolo) apportando modifiche sui massimali e finestre temporali per richiedere il beneficio, prevedendo la possibilità di effettuare un cumulo con Transizione 5.0, anch’essa potenziata con aliquote maggiori.
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]]>L'articolo Accordo Confindustria-Intesa Sanpaolo: 200 mld per rilanciare l’industria italiana proviene da Agemed.
]]>Il nuovo piano programmatico, sviluppato per un valore di 200 miliardi di euro e con un orizzonte temporale che copre il prossimo quadriennio (fino al 2028 compreso), si basa sulla valutazione fondamentale che l’ecosistema italiano, particolarmente frastagliato – per ragioni storiche – e indebolito dalle molteplici crisi, legate al post pandemia, alla rottura delle catene del valore e all’innalzamento senza freni dei costi energetici (oltre che dalla concorrenza della Cina), deve evolversi se vuole superare le prove cui è e sarà in futuro sottoposto.
L’evoluzione del tessuto imprenditoriale italiano passa per due direttrici fondamentali:
Tutto questo necessita di ingenti investimenti, sia in termini materiali che immateriali: nuovi beni e macchinari, nuovi paradigmi di business e modelli produttivi, software avanzati, R&D in settori di frontiera e tecnologie emergenti, ed altro ancora.
L’obiettivo dell’accordo è quello di garantire gli strumenti finanziari necessari per aggiornare il sistema Italia, in collaborazione in primis con gli imprenditori, ma anche tenuto conto del ruolo del Governo e dell’UE in questa fase di passaggio tumultuosa dove nuovi attori nazionali e privati sono sorti e sono pronti a giocare un ruolo da protagonisti non solo nel prossimo futuro, ma adesso.
Per tale motivo, rafforzare le filiere strategiche, realizzare pienamente le previsioni del PNRR, diminuire il prezzo delle forniture (e raggiungere la neutralità tecnologica), semplificare gli adempimenti di Transizione 5.0 e puntare ad una revisione del Green deal europeo – in particolare per quanto attiene al settore automotive, uno dei più colpiti dalla transizione e dalla concorrenza cinese nonché il più importanti in termini economici diretti ed indiretti – rappresentano concretamente l’oggetto del piano di assistenza finanziaria su cui l’accordo stesso si basa.
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]]>L'articolo LEGGE DI BILANCIO 2025 proviene da Agemed.
]]>La nuova finanziaria vale circa 30 miliardi di euro, ed interviene in molteplici ambiti, come di consueto (tassazione, cuneo fiscale, immobili e incentivi alle imprese).
Particolarmente attese erano le misure a sostegno delle famiglie e dell’imprenditoria, in un contesto, italiano ed europeo, particolarmente difficile viste le numerose incertezze che gravano sugli operatori e sui singoli. Inoltre, è presente la proroga per a ZES unica, credito d’imposta la cui previsione per una sola annualità aveva sollevato più di qualche dubbio tra gli addetti ai lavori, considerato anche il ridotto lasso di tempo messo a disposizione dal Governo.
TASSAZIONE E CUNEO FISCALE
Scaglioni IRPEF:
Vengono confermati i 3 scaglioni per l’IRPEF segmentati come segue con le relative aliquote:
Inoltre, la detrazione base prevista per i redditi di lavoro dipendente non superiori a 15.000 euro passa da 1.880 euro a 1.995 euro.
Trattamento integrativo:
Il trattamento integrativo viene modulato in 3 ipotesi:
Detrazioni IRPEF per i redditi superiori a 75.000 euro:
Per i redditi superiori a 75.000 euro, gli oneri e le spese per le quali è prevista una detrazione dall’imposta lorda sono ammessi in detrazione fino a un ammontare dato dal prodotto tra un importo base e dei coefficienti in corrispondenza del numero di figli fiscalmente a carico. Le spese sanitarie e dei mutui contratti fino al 31 dicembre 2024 sono escluse dal tetto della revisione delle detrazioni, così come anche gli investimenti in start-up e Pmi innovative.
Adeguamento delle addizionali regionali e comunali all’ IRPEF:
Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano e i Comuni possono per gli anni d’imposta 2025, 2026 e 2027, possono prevedere aliquote delle addizionali regionali differenziate sulla base degli scaglioni di reddito IRPEF con la precedente articolazione in quattro scaglioni.
Regime forfettario:
La soglia di reddito da lavoro dipendente (o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) che preclude il regime forfetario passa a 35.000 euro. Inoltre, il regime forfetario non è applicabile se, nell’anno precedente, sono stati percepiti redditi di lavoro dipendente e a questi assimilati, eccedenti l’importo di 30.000,00 euro (35.000 euro solo per il 2025 riferendosi a quelli percepiti nel 2024). La soglia non deve essere verificata se il rapporto di lavoro è cessato.
Web tax:
Per la web tax è stato previsto che saranno soggetti passivi dell’imposta tutti i soggetti esercenti attività di impresa che realizzano ricavi derivanti dai servizi digitali (vige sempre la soglia minima di 750 milioni di euro). Viene introdotto l’obbligo di versamento, entro il 30 novembre, di un acconto pari al 30% dell’ammontare dell’imposta dovuta per l’anno solare precedente (determinata applicando il 3% sull’ammontare dei ricavi tassabili). Il versamento del saldo deve essere effettuato entro il 16 maggio.
Tassazione di criptoattività:
Mentre, per le crypto, l’aliquota rimane al 26% per poi passare invece dal 2026 al 33% ed eliminando la soglia di esenzione pari a 2.000 euro.
Rivalutazione terreni e partecipazioni:
Possono formare oggetto di rivalutazione le partecipazioni possedute dal 1° gennaio di ciascun anno, purché, entro il termine del 30 novembre del medesimo anno, si versi un’imposta sostitutiva del 18%. Analogamente, entro il 30 novembre di ciascun anno, i contribuenti possano optare mediante pagamento di un’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio dello stesso anno.
Fringe Benefit:
Per il 2025, 2026 e 2027 viene alzata la soglia di non imponibilità dei fringe benefit. La soglia è pertanto ora pari a:
IMMOBILI
Recupero edilizio:
È introdotto un regime transitorio che prevede per i proprietari (o per i titolari di diritti reali) che adibiscono l’unità ad abitazione principale:
Per tutti gli interventi eseguiti su unità immobiliari diverse dall’abitazione principale valgono invece le seguenti aliquote:
Interventi di riduzione del rischio sismico (sismabonus) / Interventi di riqualificazione energetica (ecobonus):
Sono prorogati nelle seguenti misure:
AGEVOLAZIONI
IRES premiale:
È prevista un’aliquota ridotta della quale occorre anzitutto accantonare ad apposita riserva almeno l’80% degli utili dell’esercizio in corso al 31.12.2024. Un ammontare non inferiore al 30% dei suddetti utili accantonati, e, comunque, non inferiore al 24% degli utili dell’esercizio in corso al 31.12.2023, deve essere destinata a investimenti relativi all’acquisto, anche mediante leasing, di beni strumentali nuovi (beni materiali e immateriali 4.0, beni oggetto del credito d’imposta transizione 5.0).
Gli investimenti devono essere di almeno 20.000,00 euro e devono essere realizzati a decorrere dall’1.1.2025 sino alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2024 (il 31.10.2026, per le società il cui periodo d’imposta coincide con l’anno solare).
Viene inoltre richiesto che nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2024:
È inoltre previsto che l’impresa non deve aver fatto ricorso, nell’esercizio in corso al 31.12.2024 o in quello successivo (quindi nel 2024 o 2025), all’istituto della cassa integrazione guadagni.
Credito d’imposta per investimenti 4.0:
È abrogato per il 2025 il credito d’imposta per investimenti in beni immateriali 4.0. Per il credito d’imposta relativo agli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dall’1.1.2025 al 31.12.2025 (o nel termine del 30.6.2026) è prevista l’introduzione di un tetto massimo di spesa pari a 2,2 miliardi di euro, con necessità di presentare apposite comunicazioni al GSE. Vige l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Credito d’imposta transizione 5.0:
Il credito d’imposta può essere riconosciuto, in alternativa alle imprese, alle società di servizi energetici (ESCo) certificate da organismo accreditato per i progetti di innovazione effettuati presso l’azienda cliente.
Viene alzata l’aliquota del primo scaglione fino a 10 milioni di euro riducendo quindi gli scaglioni da tre a due.
Il credito d’imposta è quindi pari al:
Con riferimento agli impianti fotovoltaici:
Viene consentita la cumulabilità con:
Tali modifiche si applicano retroattivamente anche per gli investimenti effettuati dall’1.1.2024.
Super deduzione nuove assunzioni:
Viene prorogata per il 2025, 2026 e 2027 della super deduzione per le nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato.
Credito d’imposta per la quotazione delle PMI:
Il credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI viene prorogato fino al 31.12.2027.
I limiti di spesa sono pari a 6 milioni di euro per l’anno 2025 e a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Nuova Sabatini:
Viene rifinanziata fino al 2029.
Credito d’imposta per investimenti nella ZES unica Mezzogiorno:
Il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica Mezzogiorno viene riconfermato nel 2025. Sono agevolabili gli investimenti effettuati dall’1.1.2025 al 15.11.2025. La procedura per l’accesso è la medesima a quella dell’agevolazione 2024 per l’ottenimento del credito, ma:
Credito d’imposta ZES unica Mezzogiorno per il settore agricolo:
Confermata anche per il 2025, stesse tempistiche di quella non agricola.
Sport bonus
Per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, si applica, limitatamente ai soggetti titolari di reddito d’impresa, anche per l’anno 2025, un credito d’imposta nel limite complessivo di 10 milioni di euro (in tre quote annuali di pari importo, in compensazione, mediante il modello F24).
Credito d’imposta ristrutturazione alberghi:
Viene prorogato dal 31.12.2024 al 31.10.2025 il termine ultimo per la conclusione degli interventi agevolati.
A seguito delle modifiche apportate, è quindi riconosciuto agli operatori turistico-ricettivi un credito d’imposta fino all’80% delle spese sostenute per gli interventi realizzati dal 7.11.2021 e fino al 31.10.2025. Analoga proroga è prevista ai fini del relativo contributo a fondo perduto.
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]]>L'articolo Commissione Europea: bis per Von der Leyen proviene da Agemed.
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Decisivo l’appoggio dei Verdi, che pur non entrando nello schema di maggioranza, che si basa sul nucleo (capace di apportare in linea teorica 401 voti) rappresentato da Popolari – PPE, Socialisti- S&D e Liberali/riformisti – RENEW, in pianta stabile, hanno aderito al voto di fiducia con i propri 53 seggi allo scopo di garantire al Presidente uscente i voti necessari a scongiurare la necessità di un appoggio da destra (Conservatori e riformisti – ECR): proprio questo dunque ha consentito alla nuova Commissione di ottenere il via libera, in quanto alla fine sono risultati oltre 50 i franchi tiratori appartenenti ai 3 gruppi che sostenevano la candidatura della Von der Leyen.
Per quanto riguarda l’Italia, fanno parte della maggioranza europea Forza Italia (in quota PPE), Partito democratico (S&D) e Europa Verde (Green).
Hanno votato contro la riconferma dell’esecutivo la Lega (come ampiamente preannunciato) membro del gruppo dei Patrioti europei, ed anche Fratelli d’Italia (ECR).
Il partito di maggioranza al governo in Italia ha deciso all’ultimo di non garantire sostegno, ufficialmente perché l’appoggio dei Verdi avrebbe messo al riparo la Von der Leyen da qualsiasi rischio legato ai franchi tiratori, ma anche in quanto ha valutato come eccessivamente sbilanciato a sinistra l’accordo di governo (nonché la piattaforma programmatica, a partire dal green deal).
Per la prima volta, Italia fuori dalla maggioranza di governo UE, e per la prima volta il partito di un presidente del consiglio in carica vota contro l’elezione di un presidente della Commissione.
Al netto di ciò, nel discorso seguito alla rielezione, la Von der Leyen ha sottolineato diverse priorità che guideranno l’azione del suo secondo mandato:
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]]>L'articolo Italia e pareggio di bilancio: dal MEF un impegno presente con vista futuro proviene da Agemed.
]]>Difatti, l’eccessivo debito pubblico è di ostacolo ad una crescita italiana più sostenuta, a causa degli interessi sul debito che ogni anno frustrano i tentativi di accelerazione dell’economia nazionale con riguardo al PIL, malgrado gli altri indicatori (ed in generale i fondamentali economici del sistema Italia) risultino positivi.
Il ministro dunque ha citato il Piano strutturale di bilancio – da approvarsi entro l’estate – come strumento propedeutico al rispetto della normativa europea in materia fiscale e, negli auspici del Governo, al raggiungimento di un “livello del saldo primario strutturale coerente con una significativa riduzione del rapporto debito/PIL negli anni seguenti”, andando poi a sottolineare con forza la necessità di uscire dalla condizione cronica di Paese ad alto debito e rischioso per i mercati finanziari, fattore che comporta interessi più alti rispetto a quelli di altri Paesi UE, con conseguenze notevoli per le imprese, costrette ad affrontare costi più alti per potersi finanziare rispetto alle controparti europee, obiettivo alla portata attuando “semplicemente una seria politica di controllo della dinamica della spesa pubblica e di miglioramento dell’efficienza del prelievo fiscale”.
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]]>L'articolo Transizione 5.0 al rush finale proviene da Agemed.
]]>La magistratura economica dovrà dunque dare il via libera al Ministero competente, quello del Made in Italy, che poi dovrà licenziare un provvedimento che stabilirà termini e modalità di avvio per la fruizione del credito (secondo alcune ipotesi ventilate dal Ministro Urso, ciò potrebbe avvenire verso la metà di Agosto).
Nel frattempo, si è ben delineato l’elenco dei documenti e delle attestazioni che dovranno essere prodotti dall’impresa non solo per effettuare la richiesta di accesso al tax credit, ma anche per soddisfare l’esigenza di monitoraggio (da parte del GSE) durante l’investimento e per la certificazione ex post.
Documenti ex ante
Documenti durante l’investimento
Documenti ex post completamento investimento
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]]>L'articolo La via dell’idrogeno e il ritardo italiano proviene da Agemed.
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