DL Infrastrutture: via libera dal Consiglio dei Ministri

In data 2 settembre 2021, l’assise dell’esecutivo ha approvato il Decreto legge afferente alle infrastrutture, che va ad incidere su di una serie di aspetti connessi al settore. 

Nel prospetto in oggetto, emergono diversi importanti punti:

  • – Modifiche al Codice della Strada;
  • – Trasporto pubblico locale: possibilità per le Regioni di utilizzare una quota delle risorse assegnate dal Governo per erogare servizi aggiuntivi anche per potenziare i controlli sui mezzi;
  • – Semplificazione delle operazioni di manutenzione delle grandi dighe e degli invasi;
  • – Accelerazione dell’attuazione del Piano nazionale di implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario;
  • – Introduzione di misure per velocizzare la realizzazione delle opere previste attraverso norme di semplificazione per le amministrazioni titolari degli interventi (per quanto riguarda l’attuazione del PNRR).
  • – Creazione del “Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità”, con compiti di studio, ricerca e sviluppo nei settori infrastrutture, mobilità, innovazione tecnologica, organizzativa e dei materiali.

Emerge poi in particolar modo il capitolo Sud, in cui viene affrontata la problematica della cronica mancanza di infrastrutture ed investimenti organici ed adeguati alle dimensioni nonché alla natura ed alla peculiare condizione geografica, economica e sociale del Meridione. Le norme contenute nel capitolo dovranno, nelle intenzioni degli estensori, fornire la base per rafforzare lo sviluppo nelle regioni meridionali andando a colmare quel cronico gap territoriale che le ha rese fanalino di coda per quanto riguarda la crescita nel panorama nazionale.

Come spiegato dal ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, l’attenzione del Governo si è focalizzata su quattro tipologie di interventi, ognuno dei quali andrà ad affrontare un aspetto diverso del quadro strutturale del Mezzogiorno, strettamente legato alle sue debolezze

– La norma sulla perequazione: puntando a diminuire il grado di disgregazione delle varie aree italiane in termini infrastrutturali; prevede l’effettuazione di un censimento da parte del MIMS per quanto attiene le infrastrutture statali sanitarie, assistenziali, scolastiche, stradali ed autostradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e idriche, mentre per quelle locali ci saranno gli enti locali e gli altri soggetti competenti, e sblocca, successivamente a tale operazione, il Fondo perequativo (dotazione 4.6 miliardi per il periodo 2022-2033),
– L’inserimento del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale nella cabina di regia per l’edilizia scolastica: a favore di una ripartizione delle risorse che tenga maggiormente conto delle esigenze connesse alle specificità dei territori per quanto riguarda la costruzione delle scuole dell’infanzia e degli asili nido;
– Le nuove disposizioni sulla progettazione territoriale: istituzione del “Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, allo scopo di rafforzare le capacità di progettazione degli enti locali in attuazione del PNRR. Il Fondo si rivolgerà ai Comuni ed alle Unioni di Comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti;
– Estensione di Resto al Sud ai territori insulari dei comuni localizzati nelle isole minori (Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia, Giglio, Marciana, Marciana Marina, Ponza, Porto Azzurro, Portoferraio, Portovenere, Rio e Ventotene)”.