Palazzo Chigi ha approvato (con la riserva rappresentata dalla formula “salvo intese”), lo schema di legge di Bilancio che dovrà essere approvata, entro il 31 Dicembre 2020, per rendere operativo il quadro di riferimento delle spese statali del prossimo anno.
Inevitabilmente, l’emergenza generata dall’evento pandemico ha giocato un ruolo centrale nella definizione di priorità nelle voci di spesa e, di conseguenza, nelle politiche che nei prossimi mesi influenzeranno l’azione dei vari ministeri ed operatori del settore pubblico e privato.
Considerate queste premesse, il Governo si è concentrato sulle seguenti opzioni, alcune delle quali dovranno essere poi confermate all’atto di adozione della Legge stessa.
– LAVORO E PREVIDENZA => CIG fino a fine anno (gratuita per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia) e blocco licenziamenti per le imprese che hanno usufruito degli ammortizzatori straordinari; proroga per Ape Social e Opzione Donna
– MEZZOGIORNO => Fiscalità di vantaggio al Sud (stanziamento per il triennio 2021-2023 per quanto riguarda la decontribuzione del 30% per le aziende del Sud; proroga per il 2021 del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno)
– GIOVANI => Contributi azzerati, per tre anni, per chi assume under 35
– CUNEO FISCALE => Rifinanziamento del taglio con 1.8 miliardi di viene portato a regime il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28.000 euro
– PROROGA DELLE SCADENZE FISCALI => Stop alle cartelle esattoriali (la precedente scadenza del 15 Ottobre viene prorogata al 31 Dicembre 2020)
– MISURE DI SOSTEGNO ALL’ECONOMIA => Fondo per il ristoro dei settori maggiormente colpiti dal Covid, proroga moratoria mutui e della possibilità di accedere al Fondo di garanzia ed al fondo SACE per l’internazionalizzazione. Prorogate le misure per la ripatrimonializzazione delle imprese
– EDILIZIA => Proroga bonus case (bonus 50% e 65%) e facciate (bonus 90%)
– SCUOLA, UNIVERSITÀ e CULTURA => 2,4 miliardi all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca. Vengono inoltre destinati 600 milioni di euro all’anno per sostenere l’occupazione nei settori del cinema e della cultura
