Dalla Manovra stabilizzazione del taglio al Cuneo Fiscale

La legge di Bilancio 2021, approvata nei giorni scorsi dalla Camera a conclusione di un lungo iter parlamentare, ha provveduto a rendere strutturale il bonus introdotto dal Governo Renzi (i famosi 80 euro) e rafforzato dal DL 5 Febbraio 2020, n°3 (che prevedeva a partire dal 1 Luglio 2020, ulteriori 120 euro per i restanti 6 mesi dell’anno).

Le suddette misure, implementate allo scopo di alleggerire la pressione che grava sul lavoro dipendente, sono state ritenute utili come punto di partenza per intraprendere il cammino verso quella riforma dell’Irpef giudicata indispensabile per garantire una semplificazione fiscale orientata a criteri di maggiore equità.

Il taglio in busta paga, che assume (con valori decrescenti) forma di credito irpef per redditi che vanno da 8.174 euro e di una detrazione fiscale tra 28.001 e 40.000 euro, è applicato in automatico agli aventi diritto, ed a partire dal 2021 entrerà a regime garantendo 1.200 euro annui ai beneficiari che si trovano nella fascia di reddito fino ai 28.000 euro, per poi decrescere gradualmente  (80 euro al mese per redditi da 28.001 a 35.000 euro, con riduzione graduale della detrazione fino alla soglia dei 40.000 euro) fino ai 40.000 euro. 

Occorre ricordare, tuttavia, che per un mero errore nella scrittura della norma, al momento il taglio ammonta a soli 600 euro annui per il 2021: occorrerà correggerlo con un provvedimento apposito, considerato che non c’era più spazio di manovra per modificare il testo in modo tale da renderlo operativo entro il 31 Dicembre 2020. 

Dal Governo e dal Parlamento, tuttavia, arrivano rassicurazioni in tal senso: le coperture ci sono, e la correzione non andrà incontro ad un iter difficoltoso.