Approvata la Legge di Bilancio 2022

Con l’approvazione da parte della Camera, avvenuta in seguito a quella del Senato, la Manovra 2022 diventa Legge. La nuova finanziaria prevede un intervento nell’ordine dei 30 miliardi di euro, e tocca nei suoi 185 articoli una molteplicità di settori e attività.

Tra le principali misure individuate possiamo evidenziare

    • – Abolizione di Quota 100, sostituita (a valere sul solo 2022) da Quota 102, dunque 64 anni di età e 38 di contributi per usufruire della pensione anticipata;
    • – Rafforzamento degli ammortizzatori sociali: misure volte a garantire un sostegno al tessuto imprenditoriale italiano: estensione della NASPI anche agli operai agricoli a tempo indeterminato delle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci; bonus per chi assume a tempo indeterminato (e non ha licenziato nei 6 mesi precedenti) lavoratori in CIGS, che ammonta al 50% dell’assegno della CIGS che avrebbe dovuto corrispondere agli stessi lavoratori, per 12 mesi;
    • – Riforma fiscale: aliquote IRPEF: riduzione del cuneo fiscale; taglio IRAP per le ditte individuali, gli autonomi e i professionisti;

 

  • – Rinvio pagamento cartelle esattoriali fino a sei mesi (per quelle notificate dal primo gennaio al 31 marzo 2022);

 

  • – Rifinanziamento contratti di sviluppo: 450 milioni per rafforzare la misura che vede Invitalia sostenere progetti di sviluppo industriale, turistico, ambientale che prevedono grandi investimenti;
  • – Rifinanziamento Nuova Sabatini: disposti 900 milioni di euro per dare continuità alla misura che supporta gli investimenti in beni strumentali (180 milioni all’anno dal 2022 al 2026), disposto il ritorno del tetto a 200.000 per erogazione in unica tranche;
  • – Rifinanziamento Fondo 394 per l’internazionalizzazione delle imprese: 1.5 miliardi annui dal 2022 al 2026 per far ripartire la misura di sostegno per le aziende che vogliono accedere ai mercati esteri, più 150 milioni annui per la quota a fondo perduto, sempre dal 2022 al 2026;
  • – Nuove risorse per i fondi ICE: assegnati oltre 350 milioni ai programmi di assistenza per l’internazionalizzazione;
  • – Proroga credito d’imposta investimenti in beni strumentali: rinnovo della misura fino al Dicembre 2025, con consegne fino a Giugno 2026, con le seguenti intensità (per i beni ricompresi nell’Allegato A):
  • a) 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • b) 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • c) 5% per investimenti da 10 a 20 milioni

Per i beni ricompresi nell’allegato B, è prevista una proroga al 20% per il 2023 e poi al 15% per il 2024 e al 10% per il 2025. Nessuna proroga, oltre il 2022, per beni non 4.0;

 

  • – Proroga credito d’imposta investimenti ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 ed in altre attività innovative: la bozza prevede le seguenti intensità a partire dal 2023:
  • a) 10% per attività di ricerca e sviluppo, nel periodo d’imposta successivo al 31 Dicembre 2022e fino al 31 Dicembre 2031, nel limite massimo annuale di 5 milioni;
  • b) 5% per attività di design e ideazione estetica, nel periodo d’imposta successivo al 31 Dicembre 2023 e fino al 31 Dicembre 2025, nel limite massimo annuale di 2 milioni;
  • c) 10% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nel periodo d’imposta successivo al 31 Dicembre 2022 e fino al 31 Dicembre 2023, nel limite massimo annuale di 4 milioni; scenderà poi al 5% nel periodo d’imposta successivo al 31 Dicembre 2023 e fino al 31 Dicembre 2025, nel limite massimo annuale di 2 milioni;

 

  • – Credito d’imposta per la quotazione in Borsa delle PMI: prorogato a tutto il 2022 il credito a sostegno delle spese sostenute dalle PMI per quotarsi (massimo 200.000 euro, fino al 50% delle spese);
  • – Nuovo regime Fondo di garanzia per le PMI: Previsti altri 3 miliardi di euro per rafforzare il Fondo, che a partire dal 1° Gennaio 2022, scende dal 90% all’80% la percentuale erogata dallo Stato a copertura dei prestiti previsti dalla normativa, con tetto massimo a 5 milioni di euro; previsto inoltre il pagamento di una commissione per le garanzie richieste a partire dal 1° Aprile 2022. Le operazioni di sostegno oltre i 30.000 euro, con finalità diverse dagli investimenti saranno finanziate al massimo per il 60%; 
  • – Misure per le aree interne: contributo per il pagamento dell’imposta municipale propria per gli immobili siti nei Comuni delle aree interne con meno di 500 abitanti, a favore degli esercenti l’attività di commercio al dettaglio e gli artigiani che iniziano, proseguono o trasferiscono la propria attività nei suddetti Comuni;
  • – Fondo per la transizione industriale: 150 milioni per la riconversione green di attività industriali;
  • – Fondo italiano per il clima: 840 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 – a supporto di
  • interventi pubblici e privati che permettano all’Italia di raggiungere gli obiettivi fissati dai Trattati firmati;
  • – Fondo per la mobilità sostenibile: con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, 200 milioni di euro per l’anno 2029, 300 milioni di euro per l’anno 2030 e 250 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2034. Le risorse sono destinate al rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale, all’acquisto di treni ad idrogeno sulle linee ferroviarie non elettrificate, alla realizzazione di ciclovie urbane e turistiche, allo sviluppo del trasporto merci intermodale su ferro, all’adozione di carburanti alternativi per l’alimentazione di navi ed aerei e al rinnovo dei mezzi adibiti all’autotrasporto;

– Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria: con una dotazione pari a 90 milioni di euro per l’anno 2022 e a 140 milioni di euro per l’anno 2023, è destinato a incentivare gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media, nonché a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali e a sostegno della domanda di informazione.